A Federico Giacanelli dico che non è tanto questione di DNA dei fruitori, ma di DNA degli autori TV. Costanzo forse non ci sarà più, ma la regola per cui si fa audience tirando fuori i peggiori istinti (pregressi) del pubblico, vedendoli legittimati dal comportamento di chi è nello schermo, funziona ancora benissimo per la televisione commerciale. E l’inserzionista sarà ben felice di pagare per ritagliarsi uno spot proprio nel ventre molle di questo schema culturale.

every house is someone else’s Starbucks.

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