10 cose che la Chromecast potrebbe fare, e che invece non fa

Ho sempre sognato di poter iniziare un post con “10 cose”. E non tanto per cullarmi nell’illusione di godere dei benefici del clickbaiting, ma proprio per l’ebbrezza di dover arrivare per forza a dieci anche se magari di cose ne hai da dire sei e le ultime quattro le devi inventare.

Chissà come si sentono i redattori di quelle riviste hipster-geek che devono inventare le ultime quattro. Del resto, per provare a immaginarsi una nuova funzionalità della magica chiavetta di Google che “porta Internet sul televisore” a soli 35 euro, ormai anche nei cestoni di MediaWorld, non ci vuole nemmeno troppa fantasia.

Basta partire dal principio che tutto il video e l’audio di una qualsiasi app di Android può salire, con una interfaccia dedicata, sullo schermo del salotto e poi davvero possiamo affermare che l’immaginazione è il limite.

Ok, ci sono anche i diritti, le royalties, la velocità del processore, e tanti altri vincoli, ma ci siamo capiti. O meglio, chi ha già la ChromeCast mi ha già capito e sa benissimo cosa questo aggeggio può fare, ma magari non tutti ci hanno ancora pensato. Provo io.

1. [e come ti sbagli] Tumblr. Il socialino delle emozioni allo stato puro, con le sue foto grand format, i suoi aforismi, la sua musica potrebbe serenamente supportare la Chromecast, ma ancora non ci siamo. Esistono varie ways around, per esempio le app che gestiscono le gallerie fotografiche di Flickr, Picasa, Px500 e anche Tumblr. La migliore è DayFrame, ma è davvero il minimo sindacale. Si può fare molto di meglio, ed esiste persino una chrome extension per Tumblr, ma “spara” solo dal computer e no, siamo ancora lontani. Qui ci vorrebbe qualcosa che “ricompone” uno slideshow delle foto, OK, ma anche — volendo — del resto del feed. Frasi celebri e soprattutto musica compresa. Apri la tua dash e parte un flusso che se vuoi lo fermi, ma anche no, con tutte le immagini, tutte le citazioni, tutte le cose da lovvare e ribloggare anche da lì, comprese (oh, certo) le GIF animate. E con la musica dei tuoi friends in sottofondo, organizzata in playlist un po’ come fa il sito di Whiskie. David, datti una svegliata, da bravo.

2. Flipboard. Come sopra. Sembra incredibile, ma a due anni dall’introduzione della Chromecast nessuno si è ancora inventato una “via televisiva” agli RSS feed, o a ciò che li sta sostituendo, e meno che mai ai feed di informazione. Eppure gli esperti di User Experience Design e di trend d’uso da molti anni suggeriscono che il flatscreen del salotto viene spesso lasciato acceso con un canale all-news in sottofondo, di cui distrattamente sbirciamo titoli e newsticker per poi avvicinarci (tipicamente con un tazzone in mano portato dalla cucina) solo quando si parla della singola notizia che ci interessa. Beh, se sai usare Flipboard appaiono SOLO notizie che ci interessano. E allora perché non inventarsi un flusso di titoli, video, immagini dell’attualità che abbiamo così accuratamente profilato sul nostro tablet? Una cosa del genere prova a farla, in altri modi, Haystack, che compone una sorta di telegiornale personalizzato pescando dagli account YouTube delle principali news organizations. Molto bello, ma come avrete capito io intendo un’altra cosa. E fate in fretta, altrimenti arriva prima Feedly, io vi avevo avvertito.

3. Accuweather — va beh, è come il punto 2, ma per il meteo. Nient’altro da aggiungere, il concetto è chiaro.

4. Google Maps. E’ vergognoso che io debba far strabuzzare gli occhi a tutta la famiglia sul mio tablet per spegargli come mai andremo in centro facendo la Trionfale invece della Cassia Bis. E’ una app di Google, non dovrebbe essere un’impresa inarrivabile. Forza, Forza.

5. Google Hangouts. Altra defezione inspiegabile, avvolta nel mistero. Usando il microfono e le telecamere del telefono o del tablet, puoi già mandare il tuo feed. Ma perché non vedere la persona o le persone con cui stai parlando sullo schermone a 42 pollici? C’è forse di mezzo la lobby degli oculisti? Non credo, siete solo pigri.

6. Tweetdeck. Quante volte abbiamo pensato “lo schermo del mio notebook è troppo piccolo per tutte quelle colonne”? Eppure, là dietro, c’è un belvone Sony che accendo solo dopo le otto, di solito per vedere SkyTG24. E che invece potrebbe sparare tutti gli hashtag che voglio aggiornati in tempo reale. O solo le foto. o solo i video. O solo le mie notifiche. Si, lo so, ci provano a farlo in qualche modo sia Big Tweets sia Stevie, entrambe carucce. Ma io voglio Tweetdeck, non delle pallide imitazioni. E lo voglio in versione interfaccia televisiva, che mi permetta comunque di navigare, stellinare e retwittare compulsivamente dal mio telecomando. E magari embeddare in un riquadro il talk show su cui stiamo tutti twittando. Ok, questo è troppo difficile, ma ci siamo capiti.

7. No, non ho voglia di inventarmi le altre quattro, tanto mica mi pagano a cartella.

every house is someone else’s Starbucks.

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